Vorrei tanto parlarti … ricordi di un’infanzia felice e spensierata…

Mi ritrovo a sognare spesso di un tempo lontano, quando l’infanzia era il mio regno e la spensieratezza il mio scettro … ma soprattutto quando tu eri con me e anche l’impossibile diventava possibile.

Mi vedo bambina, correre scalza e felice in un campo di grano pieno di papaveri, con il sole che splende alto nel cielo e il vento che mi accarezza dolcemente il viso.

Ricordo che l’ultimo giorno di scuola era una festa e che la mia unica preoccupazione era scegliere il gioco per passare la giornata oltre, ovviamente, a non avere nessuna preoccupazione, nemmeno quella dei compiti estivi.

Assieme ai miei fratelli e a tutti i bambini del vicinato giocavamo tutto il giorno, un po’ nei campi, un po’ nelle case che si trasformavano nei nostri castelli e nei nostri fortini dove vivere delle avventure fantastiche.

Durante le giornate, che sembravano infinite, avevamo l’imbarazzo della scelta e ogni giorno il gioco era diverso, potevamo scegliere tra mosca cieca, tegna alta, scalone, stella stellina, o giochi un po’ più “scalmanati” come guardie e ladri, ruba bandiera e nascondino, ma più di tutti le “gite” in bicicletta, se così le vogliamo chiamare, visto che la massima distanza che ci era concessa era dall’inizio alla fine della nostra strada … ma che gare facevamo!

Poi arrivava la chiamata che era pronta la cena e tutti correvamo a casa per un veloce “pit stop”, ma appena finita la cena tutti fuori un’altra volta per continuare in gioco appena interrotto fino a quando faceva troppo buio o fino a quando i genitori uscivano in strada a recuperarci. Allora no, non avevano paura del buio.

Ma correre a casa era pur sempre una bella emozione, a casa mi aspettavi tu e le tue braccia calde ad avvolgenti che mi facevano sentire amata e protetta.

Con te mi sentivo completa.

Tu mi completavi.

Altri ricordi, più vividi, affiorano spesso alla mente, in particolare di un’estate torrida e di quanto ci siamo divertiti a scatenare battaglie d’acqua con i ragazzi del vicinato, armati di gavettoni e secchi, attingendo dall’acqua fresca del nostro pozzo.

Al termine della giornata la strada era completamente allagata e dal nostro pozzo sgorgava solo acqua mista a sabbia; avevamo sprecato così tanto, e tu, anziché rimproverarci, hai iniziato a spruzzarci con il getto d’acqua.

Che bei ricordi!!!

Ci sono giorni in cui, ripensando ai meravigliosi momenti che mi hai regalato, mi si riempiono gli occhi di lacrime e, allo stesso tempo, sorrido tra me e me perché sei stata una mamma eccezionale.

Ricordi quanto ti prendevo in giro perchè ti si attorcigliava la lingua per dire certe parole, tipo “tecnica”, perdevi sempre la prima “c” e io ridevo come una matta … beh ora succede a me, non con la stessa parola ma con altre come “identificazione”, ogni volta che la pronuncio mi perdo qualche pezzo per strada… ora sarai tu a ridere di me.

Ora sono una donna adulta e vorrei solo potermi sedere con te, davanti ad un caffè, ad ascoltarti mentre mi racconti di te, della tua infanzia, dei tuoi sogni, insomma di tutto, senza limiti, come si fa con l’amica più fidata, e vorrei poterti porre delle domande che magari ti farebbero arrossire. Tu arrossivi?

Ricordo inoltre, come fosse ieri, che ti piaceva l’opera, la Traviata in particolare, la guardavamo sempre in TV assieme e ricordo che amavi le canzoni anni ’60, le stesse canzoni che io amo perchè tu mi hai insegnato ad amarle ascoltandole milioni di volte.

Vorrei conoscere tutte quelle cose banali, che rendono una persona unica, del tipo il tuo colore preferito, o se ti sarebbe piaciuto viaggiare, o avresti preferito sederti in un posto qualunque, magari all’ombra di un albero, a leggere un libro. Ti piaceva leggere?

Invece posso solo immaginarti tra le nuvole a controllare se stiamo bene, a vegliare su di noi, come un magnifico angelo pieno di luce e chissà magari un giorno ci incontreremo e potremo finalmente fare una lunga chiacchierata, non solo come madre e figlia ma anche come amiche e potremo parlare per delle ore.

Chissà…

Intanto posso solo ringraziarti mamma per la magnifica infanzia che mi hai regalato. Nonostante le difficoltà, hai reso uniche e splendide le nostre avventure di bambini. I ricordi più vividi che ho sono quelli pieni di gioia e amore che mi hai donato, ricordi che custodisco gelosamente dentro il mio cuore come il più prezioso dei gioielli.

Grazie…

Mi sono svegliato sentendomi grato.
Mi sono svegliato sentendomi benedetto
Mi sono svegliato sentendomi in pace
Mi sono svegliato sentendomi vivo…

2 risposte a “Vorrei tanto parlarti … ricordi di un’infanzia felice e spensierata…”

  1. Ciao, il racconto l’avevo letto qualche tempo fa, ma solo ora trovo il tempo per esprimere il mio pensiero e per condividerlo con te.

    Bellissimo racconto, ricco di ricordi ed emozioni, tanto che in un batter d’ali mi fa tornare al passato e come per incanto rivivere quei momenti con un’immensa gioia nel cuore. Brava continua così e trova la tua strada, ricca di vita, di ricordi e di gioia.

    Liviana

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  2. Racconto meraviglioso, ricco di ricordi e di emozioni. Brava continua così, cerca la tua strada e costruiscila giorno dopo giorno.

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