Il potere di un sorriso.

Ci sono periodi in cui tutto mi sembra pesante.

A volte basta una scena di un telefilm, un gesto di amicizia tra personaggi che nemmeno esistono davvero, per farmi scendere una lacrima. Non perché la storia sia triste, ma perché mette a nudo qualcosa dentro di me: un senso di solitudine, di mancanza, di distanza da quella leggerezza che vorrei sentire e che invece sembra sfuggirmi.

In questi giorni mi sento così. Cupa, fragile, come se bastasse un soffio per farmi vacillare.

Forse è colpa del cielo, che da settimane sembra essersi nascosto dietro una cortina di nubi e foschia. Forse è solo un periodo storto. O forse è qualcosa che mi accompagna da sempre, una specie di malinconia di fondo che ogni tanto torna a bussare più forte. Non posso dare un nome preciso a ciò che provo, ma so che mi pesa e che mi rende più vulnerabile.

Prendere i mezzi pubblici ogni mattina non aiuta, ma allo stesso tempo mi fa osservare qualcosa che prima ignoravo.

Salgo sul treno e mi accorgo che non sono l’unica a sentirmi “sola”. Intorno a me ci sono decine di persone, eppure ognuna sembra chiusa nel proprio mondo, con il viso illuminato dallo schermo del telefono. Scorrono notizie, rispondono a messaggi, cercano qualcosa. Una risposta, forse. A cosa, non lo so. Ma quella mancanza di interazione, quel silenzio fatto di pixel e notifiche, amplifica la mia sensazione di isolamento.

Eppure, proprio in mezzo a questa solitudine collettiva, ho iniziato a notare un dettaglio minuscolo ma potentissimo: i sorrisi.

Quelli rari, quasi timidi, che sfuggono quando due sconosciuti si incrociano lo sguardo. Quelli spontanei, quando qualcuno cede il posto o lascia passare un altro passeggero. Quelli che non durano più di un secondo, ma che hanno la forza di scaldare un’intera giornata.

Un sorriso non risolve i problemi, non cancella la tristezza, non illumina il cielo quando è grigio. Ma è un ponte. Un piccolo gesto che dice: “Ti vedo. Esisti. Non sei invisibile”. E a volte è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per respirare un po’ meglio.

Forse non posso cambiare il mio umore con uno schiocco di dita. Forse continuerò a commuovermi per una scena di amicizia in un telefilm o a sentirmi fuori posto in un vagone pieno di sconosciuti. Ma posso scegliere di non chiudermi del tutto. Posso scegliere di alzare lo sguardo, anche solo per un attimo. E quando incrocio quello di qualcun altro, posso regalare un sorriso.

Non costa nulla. Non richiede coraggio. Eppure ha un potere enorme: quello di ricordarci che, anche nei giorni più grigi, non siamo davvero soli.

Un sorriso non costa nulla, ma crea molto.

Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante, ma il suo ricordo può durare per sempre

(cit. Frederick William Faber)

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