In attesa

Sono sempre stata in attesa. Mi sembra di aver passato tutta la vita seduta sul bordo di un dirupo, le gambe penzoloni, pensierosa e cupa, lo sguardo perso nell’ombra che si allunga sotto di me. Il vento mi accarezza i capelli e porta con sé parole mai dette, promesse mai mantenute.

Io resto lì, immobile, come se il tempo fosse sospeso, come se la mia vita fosse un filo teso tra ciò che è stato e ciò che non osa ancora essere.

Aspetto.

Aspetto, che al lavoro venga riconosciuta la mia dedizione e competenza, che qualcuno mi dica: “Ti vedo, ti sento, ti riconosco”.

Aspetto che la vita si decida di sorridermi, come se fosse lei a dover scegliere per me e, l’attesa, diventa un rituale silenzioso: ogni giorno mi siedo sul bordo dello stesso precipizio, convinta che prima o poi qualcosa cambierà.

Ma l’attesa è un inganno sottile. Ti fa credere che la felicità sia un traguardo lontano, un premio da conquistare, quando invece è già lì, nascosta tra le pieghe del presente o, più semplicemente, in una cena con una parte importante della tua anima.

L’attesa è come un custode severo che ti trattiene sulla soglia, e tu non ti accorgi che la porta è già socchiusa.

Spero un giorno di avere il coraggio di alzare lo sguardo e spero di trovare davanti a me non solo il dirupo, ma un orizzonte che si apre immenso con colori che non avevo mai notato, possibilità che brillano come stelle in pieno giorno. Il vento, che prima mi sembrava un lamento, diventare voce: “Non aspettare. Cammina”.

Mi immagino allora di alzarmi. Le gambe tremano, ma il cuore si accende. Ogni passo è incerto, ma vivo. Non sono più in attesa: sono in cammino.

Scopro che la vita non è un sorriso da ricevere, ma un gesto da donare. Non è un riconoscimento da attendere, ma una scelta da compiere. Non è un premio da vincere, ma un viaggio da intraprendere.

Così, il dirupo che mi sembrava minaccia diventa soglia. Il vento che mi sembrava ostacolo diventa guida. E l’attesa che mi sembrava prigione diventa memoria: il ricordo di un tempo in cui credevo che la vita dovesse accadere, invece di essere vissuta.

La tua vita non è determinata da ciò che aspetti, ma da ciò che osi diventare.

Khalil Gibran

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