Una giornata fantastigliosa!!!

Il 4 dicembre 2023 è stata una giornata indimenticabile, la mia “Principessa” (detta anche “Pepita adorata”) si è laureata in Giurisprudenza con il 110/110 nell’Ateneo di Padova, considerato uno tra i più difficili d’Italia perché i professori sono molto esigenti e di vecchio “stampo”.

Se ci ripenso oggi, che sono passati un po’ di mesi, devo dirvi che quel giorno sono rimasta senza respirare fino a quando hanno fatto la proclamazione; non ero paonazza ma ci mancava poco.

Inizio con il racconto …

La notte prima del grande evento è stata un vero incubo; sono riuscita a dormire a malapena, continuavo a rigirarmi nel letto e meno male che non ero io la laureanda. Avrò preso sonno intorno alle tre del mattino e ogni cinque minuti mi svegliavo per controllare l’ora finché, esasperata, mi sono alzata molto prima che la sveglia suonasse e, per una che come me ama dormire, è stato davvero insolito.

Ero molto emozionata non solo per la giornata che mi si prospettava ma anche perché dovevo dare un passaggio a mio fratello e al mio fantastico nipotino (il “Principe eroe”) e non potevo assolutamente rischiare di fare tardi (dovete sapere che mio fratello è molto intransigente e tollera poco i ritardatari), perciò vi lascio immaginare in che condizioni ero (povera me!!!).

Puntualissima come un orologio svizzero sono andata a prendere i passeggeri e mi sono avviata di corsa verso il centro città, ovviamente, come c’era da aspettarselo, sono riuscita a parcheggiare l’auto con enorme anticipo rispetto alla tabella di marcia e, dopo una lunga passeggiata, siamo arrivati davanti all’Università di Padova “Palazzo del Bo” molto prima che arrivasse la laureanda; però zia (io), zio (I./mio fratello) e cugino (E./“Principe eroe”), oltre alla favolosa “corona” (del peso di soli 5 kg), siamo arrivati all’appuntamento puntualissimi.

Il susseguirsi degli avvenimenti da quel momento in poi è sfuocato nella mia mente, ero un fascio di nervi, non saprei dirvi come sono arrivata davanti alla porta d’ingresso dell’aula e, dopo una lunga attesa, è arrivata la chiamata al “patibolo” – o almeno così l’ho vissuta io ed ero solo una spettatrice – invece la mia favolosa “Principessa” (“Pepita adorata”) appariva tranquilla e assolutamente a suo agio… ma vi rendete conto!!!

Entrati in una grande stanza piena di affreschi tutti i professori della commissione erano già in attesa seduti sui loro scranni – mamma mai che paura!!!

Provate ad immaginare la scena, una stanza degna del set di un film storico, con affreschi così dettagliati che quasi ti aspettavi che prendessero vita e i professori, tutti in toga, sembravano pronti a giudicare un condannato a morte anziché esaminare una tesi.

E poi c’era lei, la “Principessa” (“Pepita adorata”), che per nulla intimorita, nemmeno di fronte ad una commissione accademica (eh sì, devo dirvi che lei è proprio tosta tosta), armata solo della sua intelligenza, di anni passati a sgobbare sui libri, di metodo, di applicazione, di tenacia, di tostaggine, ecc. (e potrei continuare per delle ore),

armata anche di una ricerca approfondita su un tema di diritto penale, ha iniziato ad esporre il suo lavoro, con un eloquio così fluido da far invidia a Cicerone e, sentendola parlare, mi sono finalmente sciolta, oltre ad aver gonfiato il petto come un tacchino, ero proprio tronfia.

Dopo aver esposto la tesi il Presidente della Commissione ci ha invitato ad uscire, i grandi professori dovevano “decidere” il voto, ma per me non c’era nessun dubbio le avrei dato un 110.000.000.000 di LODE.

Ma la vera magia è stata quando ci hanno richiamati dentro per la proclamazione, il Presidente della Commissione, molto formalmente, le ha detto “complimenti dottoressa RAA adesso è dottoressa in Giurisprudenza… ecc.” e quella frase, sebbene scontata, è la vera conclusione di un percorso di studi molto impegnativo e la tensione, finalmente, ha lasciato il posto alla magia ed è stato un momento fantastiglioso che non dimenticherò mai.

E finalmente ho ricominciato a respirare.

Posso concludere solo con le mie congratulazioni. La tenacia e la perseveranza, oltre a tanto impegno hanno portato un piccolo ragnetto a diventare una giovane magnifica donna.

“Cara “Pepita” adorata, sono molto orgogliosa della magnifica donna che sei diventata, hai saputo affrontare le avversità che la vita ti ha messo davanti e ne sei uscita forte e determinata, ora ho anche il piacere di chiamarti Dottoressa e so che questo titolo lo hai meritato tutto”.

Ahhhhh, quasi dimenticavo, “ci tengo ancora a dirti, non avere paura degli avvocatoni che ti troverai davanti da oggi in poi … perché ricordati che Tu hai attraversato il fuoco e ne uscita vittoriosa e … tutto il resto è fuffa”.

Concludo dicendo, cosa potevo aspettarmi da una grande donna se non un grande risultato!!!

Congratulazioni Dottoressa

“Abbiate fiducia in voi stessi e nelle vostre capacità, non permettete a nessuno di porvi dei limiti e, soprattutto ricordatevi di guardarvi allo specchio con tanto amore, perché voi siete e sarete sempre i vostri migliori compagni di viaggio, perciò trattatevi bene!”.

Io magnificamente imperfetta!

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