Cronaca di un piccolo eroe.

Vorrei raccontarvi la storia di uno dei miei eroi preferiti. Oggi è un magnifico giovane uomo, ma la storia che sto per raccontarvi riguarda il periodo in cui aveva solo cinque anni.

Iniziamo…

C’era una volta, in un tempo molto molto lontano, una casa molto bella e accogliente – ma soprattutto molto grande – dove vivevano tre famiglie: una composta da babbo, mamma e un bambino di 5 anni (il “principe”); una composta da mamma e una bambina di 3 anni (la “principessa”); e, dulcis in fundo, una composta solo da me … e figuriamoci se mancavo!!!

Il caos regnava sovrano in quella casa ma la felicità e il cameratismo non mancavano mai. Gli adulti conversavano e si sostenevano a vicenda, mentre i bambini avevano un rapporto …

Il loro legame era come un’altalena impazzita, fatto di alti e bassi e siccome al “principe” piaceva tantissimo infastidire la “principessa”, ed ogni occasione era buona per farlo, gli urli e i pianti erano all’ordine …

del giorno, nooo troppo semplice, erano all’ordine dell’ora e passavano dal litigare al giocare e poi ancora litigare e giocare in pochissimi secondi, però quando si trattava di combinar guai e fare birichinate erano inseparabili.

Il problema sorgeva quando non litigano, infatti quando questo succedeva, calava un silenzio sinistro e inquietante che faceva alzare i peletti dietro la nuca e non era mai solo silenzio, bensì l’anticamera di una marachella o di un crimine!

Fatta questa introduzione vado a raccontarvi qualcuna delle loro “monellerie”.

Un giorno, nel cortile di casa, fu preparato un tavolo con colori a tempera, fogli e tutto il necessario per dipingere, volevano diventare degli artisti. L’avventura cominciò con un’animata discussione sulla condivisione dei colori, curiosamente entrambi avevano bisogno delle stesse tonalità, subito sedata dagli adulti ma, poco dopo, si insinuò quel solito sinistro e inquietante silenzio e, ad un nostro controllo, trovammo che i due piccoli Picasso avevano inventato una nuova tonalità, mescolando tutti i colori e ricoprendosi di vernice mani, vestiti e persino i capelli oltre a fogli, tavolo e cortile.

Ma chi ha bisogno dei fogli quando si ha un cortile intero da dipingere?! E chissà, forse un giorno quella “nuova tonalità” diventerà la firma di una famosa collezione d’arte, “L’impressionismo del Cortile”!

Un altro giorno, il “principe” decise di lanciarsi in una nuova avventura: scendere con il triciclo dalla rampa del garage.

Convinto che fosse un gioco molto divertente e per nulla pericoloso, finì per utilizzare tutti i giocattoli con le ruote che avevamo in casa, compreso un cavallo che apparteneva alla “principessa”. Quanto amava farla arrabbiare!!!

Inizialmente, la “principessa”, turbata dall’uso improprio del suo giocattolo, scoppiò in un mare di lacrime che tuttavia, osservando il divertimento sul viso del “principe”, sparirono all’istante decisa a partecipare. Fortunatamente, la giornata si concluse positivamente, a parte qualche ginocchio sbucciato.

Dopo avervi introdotto, con questa lunga premessa, al loro rapporto – il “principe” che disturba incessantemente la “principessa” solo per farla piangere, la “principessa” che piange a prescindere – vi racconterò l’evento che lo ha trasformato in un vero eroe.

Con l’avvento dell’inverno, i bambini, rinchiusi in casa, si annoiavano per la mancanza di giochi adatti alla loro energia e creatività. Era difficile trovare nuovi modi per tenerli occupati. Fortunatamente, la casa offriva varie opportunità per correre e giocare a nascondino, anche se la reclusione li rendeva irritabili e noi adulti dovevamo intervenire spesso per sedare i litigi. Quel giorno particolare, fu complicato distrarli; avevano litigato per tutta la giornata e, quando scelsero di giocare sulle scale, fu un sollievo per noi adulti, un attimo di tranquillità.

Non ricordo quale gioco avessero scelto, ma ricordo che dalle scale le loro voci e risate erano chiaramente udibili. Poi, all’improvviso, come sempre scese quel silenzio sinistro e inquietante.

Allarmati, ci precipitammo a verificare l’accaduto e ciò che era iniziato come una fantastica avventura si era trasformato in una sfortunata disavventura. La pesante scarpiera era caduta loro addosso e il “mio eroe” la sosteneva con una forza sovrumana per evitare che cadesse sulla “principessa”, la quale era accovacciata sotto di lui.

Ricordo ancora la voce flebile del “principe” che chiedeva aiuto; il suo sguardo era impaurito, ma nonostante ciò, ricordo la tenacia e la forza con cui sosteneva la pesante scarpiera per proteggere la sua cuginetta.

Bravo il mio cucciolo!!!

Ancora oggi se ripenso all’episodio mi chiedo come sia riuscito in quell’impresa titanica… e penso di poterlo dire senza alcun dubbio che lui è UN VERO EROE, anche se inconsapevole di esserlo.

Oggi è diventato un giovane magnifico uomo, splendido, straordinario e speciale, la sua migliore qualità è che non è assolutamente consapevole di essere una gemma rara e spero di essere riuscita a ricordarglielo.

Mio principe ricordati che io TI AMO TANTISSIMO E CHE TU SEI IL MIO EROE MERAVIGLIOSO!!!!

“Gli eroi non hanno i superpoteri, sono coloro che pur di salvare gli altri mettono a repentaglio la loro stessa vita senza pensarci nemmeno un minuto”

Io, magnificamente imperfetta

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